Visualizzazione post con etichetta Pedrazzia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pedrazzia. Mostra tutti i post

mercoledì 18 ottobre 2006

Un disagio

Di una cosa ero abbastanza sicuro fino a poco tempo fa.

Che non avrei mai rimpianto la vita provinciale di Modena. Invece lentamente mi ritrovo nostalgico. E' una vita molto particolare quella milanese, generalmente in questo posto le persone sono completamente dedite al lavoro. Completamente. Chiaramente sto parlando di lavori di un certo tipo, per banalizzare e generalizzare un po' di quelli che possono permettere di sostenersi agevolmente e poter crearsi una certa carriera.
Il problema è che succhiano qualunque tipo di vita sociale, almeno durante la settimana.

Ora mi trovo esattamente in mezzo ad una strana riflessione, cioè capire se questa è una mancanza che sento poichè mi sento completamente estraneo in questo posto: nessuna conoscenza al di là di quelle lavorative, non conosco posti, luoghi ecc ecc; oppure se è un disagio insito al tipo di esperienza che sto vivendo.

E' presto per poter trovare una risposta, sta di fatto però che questo disagio per ora esiste.

N.B. Il tipo di lavoro è bellissimo.

lunedì 16 ottobre 2006

Da un osservatorio privilegiato


Closed eyed sky wide open
Unlimited girl unlimited sigh
Elsewhere
Indefinitely
Far away
Magnifies and deepens
Ready to sing
My sixth sense peacefully placed on my breath
And listening
(Group Four, Mezzanine, Massive Attack)

I treni hanno un fascino particolare, almeno per il sottoscritto.

Nascono da un altro tempo, che non fa più parte del nostro modo di essere, del nostro vivere.
Ti lasciano tutto il tempo di pensare nel loro partire lento dalle stazioni, nel lasciare la libertà di salutare nostalgicamente le persone che si lasciano lungo il binario.
Nascono da un tempo fatto di saluti lenti, di saluti a persone partenti per un lungo viaggio.
Ed oggi nonostante sia diventato uno dei mezzi preferiti (per necessità evidentemente) da studenti e lavoratori pendolari, mantiene questa caratteristica.
Ed è inevitabile salendo sulla carrozza (anch'essa ereditiera di un nome passato) percepire una velata nostalgia, anche se molte volte non si abbandona nessuno e non si sta andando verso qualcuno in particolare. Una nostalgia che in inverno sa di caldarroste.
Ed è inevitabile socializzare con i compagni di viaggio, menestrelli di storie vissute, di luoghi comuni e di baggianate.
E ti può capitare anche di arrivare a destinazione, scendere su un lungo binario e camminarci attraverso con due borse nelle mani e Group Four dei Massive Attack nelle cuffie; e pensare che dopotutto la coppia di mezza età che sta piangendo alla tua destra, i ragazzi che si stanno baciando senza sosta, l'anziana disorientata in mezzo a tutta questa gente, il signore un po' panciuto che non si raccapezza tra sigle e ferrovieri sgarbati, il gruppo di ragazzini con gli zaini dell'invicta che corrono verso i genitori...ti può anche venire da pensare mentre stai camminando verso la metropolitana con in testa questa canzone dei Massive Attack che le stazioni sono una postazione di osservazione privilegiata del mondo. E non invecchiano mai.

mercoledì 11 ottobre 2006

Giornata parossistica


...my choice is what I choose to do
and if I'm causing no harm
it shouldn't bother you
your choice is who you choose to be
and if your causin' no harm
then you're alright with me

if you don't like my fire
then don't come around
cause I'm gonna burn one down,
yes I'm gonna burn one down...

(Burn One Down, Figth for Your Mind, Ben Harper)

Ok, magari la foto è il testo sono un po' pesanti. Effettivamente se devo dire la verità non so neanche bene il motivo della citazione, potrei ricercarlo in due fatti distinti: la concreta possibilità di andare a vedere il concerto di Ben Harper che si terrà domenica al Forum di Assago; le prossime due giornate in cui nell'ordine dovrò: prendere il treno per Modena, cenare, mettermi in viaggio con la macchina alla volta di La Spezia, dormire, il giorno dopo stare su cliente (che tra l'altro fabbrica semplicemente armi), la sera partire per Milano, venerdì lavorare, la sera prendere la macchina e tornare a casa a Modena.

No, mi ricredo, so qual è la motivazione. Perciò chiunque è avvertito, se non apprezzi il mio fuoco è meglio che fino a domenica mi stia lontano.

martedì 10 ottobre 2006

Dalla sala De Chirico...


...cosa farete quando la novità che rappresentate sarà finita? vi appellerete all'inutilità della puntualità della puntualità Milano non è la verità...
(L'inutilità della puntualità, Non è per sempre, Afterhours)

[Dalla sala De Chirico del piano amezzato del Palazzo dell'Informazione in Milano]

Non so, sarà lo smog che questa mattina era visibile, e soprattutto respirabile, come non mi era ancora capitato in questa ridente cittadina norditaliana, ma ho in testa questa canzoncina che racchiude due parole balzate prepotentemente ai primi posti nella frequenza d'uso all'interno del mio vocabolario quotidiano.

Ma ciò che turba di più le mie membra è che questa canzone è stata scritta da un ciccione maledetto che a quarantanni passati si veste ancora con pantaloni di pelle nere, trattenendosi a stento dall'urlare "siete i miei sorcini!!" con un erre a dir poco tremolante.

Attenzione, potreste vederlo piombare sul vostro balcone, magari vestito da Batman.


Malinconica


E ti ho rivista, sai?,
perché ho visto un altro "me",
quello che stava seduto lì
sei anni fa;

e ti sei levata e sei
scivolata soffice
sugli oggetti e
fra la gente inconsapevole.

E meravigliosamente un istante ha invaso il tempo.
E magnificamente quel gesto ha preso il campo
e tu mi hai rapito
vellutata nostalgia,
serica malinconia
(Malinconica, Che Cosa Vedi, Marlene Kuntz)

Stasera ho tempo, stasera dopo una settimana ho voglia di scrivere.

Notavo leggendo i tre o quattro post, che fino a questo momento riempiono lo spazio donato da blogger.com, come in questo momento il tema portante dei miei pensieri sembra essere la novità. Il fatto cioè che la mia vita, o meglio il mio stile di vita, da qualche mese ad oggi ha subito una decisa virata.
Il fatto assai strano è che il tempo per fermarsi a pensare qualche minuto se questo cambiamento sia quello che veramente mi aspettavo o avrei voluto non c'è.
Mi viene perciò da pormi in questa serata milanese, stranamente silenziosa e lenta, se questo fatto strano sia dovuto alla mia precisa determinazione nel perseguire, non un obiettivo, ma un "fare le cose" strettamente similabile ad una conseguenza della mia decisione scatenante?
Chiaramente non ho una risposta secca.
Mi sembra piuttosto che, in generale, nel momento in cui avviene un cambiamento di una certa entità risulta assai difficile separare la negatività dovuta alle difficoltà incontrate nel fare qualcosa che prima non si era mai fatto; e la negatività dovuta al fatto che ciò che si sta facendo molto semplicemente non piace.
D'altra parte però sono sicuro che, almeno nel mio caso, il lavoro che sto facendo, e che volente o nolente in questo momento sta occupando, facendo un calcolo approssimativo...circa il settanta percento del mio tempo, altrettanto semplicemente mi piace.

Se mi si presenterà una negatività saprò come interpretarla perciò.
Come oramai so interpretare il lunedì sera la malinconia della consapevolezza che per quattro giorni la mia fidanzata non la vedrò.

mercoledì 27 settembre 2006

Un nuova avventura...


E' strano sotto alcuni punti di vista. Intendo il passare gli anni universitari nella propria città, rinunciando in un qualche modo alla spassosità dell'essere fuori sede, e ritrovarsi solo ora, all'inizio della propria attività lavorativa, all'essere un fuori sede.
E' strano, ma molto stimolante: una nuova casa, coinquilini che sembrano simpatici, la necessità del doversi confrontare con le attività di un quotidiano che effettivamente non ti aveva mai sfiorato.

Una nuova avventura...piena di incognite.
Da lunedì sarò a Milano, vivrò in un appartamento in una zona abbastanza centrale, che mi permetterà di arrivare in modo agevole nella sede del progetto a cui sono stato assegnato (Pirelli). I coinquilini sembrano persone molto simpatiche; consulenti pure loro, ma in altri ambiti.

Devo ammettere che sono molto, molto esaltato dall'idea di avere un appartamento tutto mio, vedremo se sto peccando semplicemente di smania.